Perché scegliere?
Da sempre mi sono sentita dire che ho troppi interessi: la fotografia, la pittura, il bricolage, il ricamo, l’uncinetto…Tutto ciò che è CREATIVITà. E allora ho deciso di mettere insieme ciò che mi piace! I fili, i colori, le immagini, i ritratti, il legno,il collage. Ecco così che nascono le ” Ricamografie” e le Stampe su legno riciclato, opere uniche create unendo diversi materiali e tecniche.
Possono essere commissionate con il proprio ritratto o realizzare insieme delle foto e poi dargli il tocco finale.
MEMORIE ABITATE
Sono fotografie che diventano oggetti.
Nascono dal recupero di vecchie tavole di legno, a volte provenienti da case molto antiche.
Ogni legno porta con sé una storia, un tempo, una vita già vissuta.
A queste superfici unisco fotografie in bianco e nero della città, spesso stampate in camera oscura, e un vetro realizzato su misura da una vetreria artigiana.
Ogni pezzo viene pensato e assemblato da me, lentamente.
Legno, vetro e fotografia convivono, come natura e città, memoria e presente.
Ne nascono opere uniche, irripetibili, da abitare con lo sguardo.
Una genealogia selvaggia
Memorie abitate è una dichiarazione di appartenenza.
Sono nata nel cuore di Roma, cresciuta da mia nonna e mia zia, due donne agli antipodi ma entrambe donatrici di amore e valori.
Sono cresciuta, sono diventata donna, madre, imprenditrice.
Ho abitato ruoli, responsabilità, aspettative.
Ma sotto tutto questo, c’è una me più antica.
Una me che respira quando sente l’odore del letame. Che si quieta nel pollaio.
Che si riconosce guardando negli occhi una mucca mentre rumina.
Non è provocazione. È verità che scaturisce da dentro.
Il primo incontro con questa dimensione è avvenuto nell’infanzia, nella casa dei miei nonni a Zagarolo. Lì ho imparato che la natura non è decorazione: è sostanza viva. Ho imparato gli odori veri, il mutare delle stagioni, la magia di mangiare una mora o un pomodoro appena sradicato dalla pianta. Adoravo cogliere i pinoli e sporcarmi di nero le mani e la faccia
Erano gesti per me così naturali. Forse gesti femminili.
Coltivare. Nutrire. Raccogliere. Accudire.
Una forza quieta, mai celebrata.
Oggi riconosco in quella memoria una genealogia invisibile.
L’ecofemminismo ci ricorda che la terra e il corpo delle donne sono stati controllati, disciplinati, resi produttivi. Addomesticati. Io sento invece un richiamo opposto: non voglio essere addomesticata.
Memorie abitate è la mia ricerca di me stessa al di là dei ruoli.
Non contro l’essere madre o imprenditrice, ma oltre.
Oltre la definizione sociale. Oltre l’idea di efficienza.
È il tentativo di ascoltare quella parte selvaggia che per secoli è stata chiamata “strega”. Le donne che vivevano in relazione profonda con la terra, con i cicli, con le erbe, con gli animali, sono state temute. Perché non erano controllabili. Perché avevano un sapere del corpo e della natura che non passava attraverso l’autorità.
Io mi sento vicina a quella forza.
La scelta della fotografia analogica è parte di questo posizionamento.
La pellicola è materia. È attesa. È rischio. Lascia un varco all’errore inteso come tentativo. Non concede controllo totale. Richiede fiducia. Come la terra. Come la creatività.
Fotografare in analogico è per me un gesto di allineamento:
rallento, ascolto, espongo, attendo lo sviluppo.
È un processo non immediato. Non performativo.
Questo progetto non è un ritorno nostalgico alla campagna.
È un atto di riappropriazione. La natura è la mia dimensione.
La mia forza. La forza sorgiva della mia creatività artistica.
Quando sono tra gli animali, nel bosco, nella terra, non sto scappando dalla civiltà: sto tornando alla mia verità.
“Memorie abitate” prende corpo per urlare chi sono.
Senza concessioni. Senza chiedere permesso. Una donna libera.
Selvaggia. Radicata. Non addomesticata.
Fotografia, fili e ricordi
RICAMOGRAFIE
Le ricamografie sono fotografie che continuano a vivere attraverso il filo.
Il ricamo non è decorazione, ma un gesto narrativo: segue ciò che l’immagine suggerisce, ciò che la persona racconta, ciò che resta non detto.
Ricamografie su commissione
Nei ritratti su commissione il ricamo nasce dall’ascolto.
Prima della fotografia c’è una conversazione.
Parliamo, ci conosciamo, emergono storie, fragilità, desideri.
Il ricamo prende forma da lì: nei colori scelti, nei simboli, nei gesti del filo.
Ogni ritratto è diverso perché ogni persona lo è. Non esistono schemi, né repliche.
Per Ivana ho realizzato un trittico intitolato “Rinascere”.
Tre immagini: nella prima lo sguardo è serio, nella seconda si abbraccia, nella terza esplode un sorriso. Un filo dorato attraversa le tre fotografie, unendole. Come un percorso. Come una trasformazione che accade piano.
Martina
Per Martina, illustratrice riservata e delicata, ho scelto fiori verdi. Un colore silenzioso, naturale, che parlasse di crescita e radicamento, senza invadere.
Matrimonio Ivan ed Elisa
Per Elisa e Ivan la fotografia non si è fermata allo scatto.
Da una delle immagini del loro matrimonio è nata una piccola opera d’arte: un ritratto ricamato a mano, impreziosito da fili e perline.
Un lavoro su commissione, pensato insieme, per trasformare un ricordo in qualcosa da toccare, abitare, conservare.
